La pietra ollare è una roccia di colore verde avente le seguenti caratteristiche chimico-fisiche: inalterabilità agli agenti atmosferici e agli alimenti, elevata refrattarietà termica e resistenza agli sbalzi di temperatura, con lento accumulo e lenta restituzione del calore, bassa porosità e durezza molto bassa, che permette una facile lavorazione con strumenti metallici, sia a mano, sia al tornio. Il suo nome deriva dal latino “olla” (pentola) ed è stata utilizzata nel passato per realizzare pentole, vasellame, bicchieri, fusaiole, stampi di fusione, urne cinerarie, acquasantiere, calamai, bracciali, stufe, statue, ecc.
La sua composizione è variabile, essendo state identificate pietre ollari con composizione mineralogica anche molto differente. Da ricerche preliminari (Castello, De Leo, 2006) le pietre ollari della Valle d’Aosta, che si rinvengono nella Zona Piemontese dei calcescisti con pietre verdi risultano essere costituite prevalentemente da clorite.
Nell'alta valle Cervo è segnalato un unico affioramento di pietra ollare,oggetto di coltivazione nei secoli scorsi, che si trovava a 1500-1600 metri di quota sul versante della
sponda sinistra del rio Pieio, tributario dell'Irogna che confluisce nel torrente Cervo.
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